Propriocezione e Lavoro Fasciale

struttura della miofascia

La struttura della Fascia in breve:

  • i dischi di Merkel che si trovano nell’epidermide e
    sono recettori per il tatto
  • i corpuscoli di Meissner che si trovano nel derma
    e sono recettori per il tatto
  • le clave terminale di Krause che si trovano nel
    derma e sono recettori per il tatto ( già ritenuti per
    il freddo)
  • i corpuscoli di Ruffini anche essi nel derma che,
    ritenuti inizialmente recettori per il caldo, lo
    sarebbero invece per la pressione
  • i corpuscoli lamellosi di Vater-Pacini nel
    sottocutaneo, recettori per la pressione

Ci occupiamo in questo breve articolo della propriocezione perché la fascia comprende una ampia gamma di recettori in grado di fornire informazioni utilissime al nostro cervello e ai centri di elaborazione superiori, che hanno conseguenze sui nostri movimenti nel mondo.  Queste informazioni sono dati importanti nella elaborazione delle azioni, nella presa di coscienza e nelle decisioni di vita.
La propriocezione è la capacità dell’organismo di ricevere informazioni dal corpo a livello cosciente e incosciente, istante per istante, e comandare e coordinare , in risposta agli stimoli ambientali, l’adeguato tono posturale e l’esecuzione di movimenti funzionali precisi. È oramai nota la presenza di neurorecettori nella fascia profonda, come corpuscoli di Pacini e Ruffini. Va sottolineato come iniziò ad interessarsi a questo Charles Scott Sherrington, all’inizio del novecento, quando gettò le basi della moderna neurofisiologia, sottolineando la capacità del corpo di ricevere se stesso in base alla  onnessione in continuità di tutti gli elementi costituenti del sistema nervoso.

La plasticità del sistema propriocettivo è data dal patrimonio esperienziale, dal bagaglio culturale, siamo noi con la nostra storia a determinare cosa siamo in grado di percepire e come possiamo farlo, senza togliere il fatto che la percezione può essere educata. Vorrei quindi sottolineare qui quanto la
propriocezione possa “svegliarsi” ed emergere, a livello corporeo, grazie ad un intervento fasciale e ad adeguate manovre in grado di creare maggiori connessioni tra a mente cosciente e corpo, e tra i vari distretti corporei favorendo il loro armonico funzionamento biomeccanico e strutturale.

Il sistema nervoso analizza gli stimoli fisici e chimici provenienti dall’ambiente esterno e corporeo, ne verifica lo stato, valuta i cambiamenti, e si adatta alle nuove esigenze con comportamenti appropriati.  È proprio grazie a questo che ho potuto verificare, sia nell’ambito della clinica privata che nell’ambito dei percorsi formativi, quanto le persone possono cambiare, oltre che nella forma o negli aspetti posturali, anche nell’ambito caratteriale e relazionale.
Molte persone dopo un certo numero di sedute di lavoro corporeo fasciale arrivano a cambiare lavoro, cambiare attitudini, a prendere decisioni importanti o a determinare scelte influenti nella loro vita anche senza un percorso di coscienza troppo mentale o verbale. La consapevolezza  ’elaborazione e la coscienza ci vengono dalle informazioni sensoriali dei recettori, ma a loro volta si arricchiscono attraverso il movimento. Anche il  ovimento pertanto ha un suo aspetto propriocettivo importante. Senza informazioni somatosensoriali la creazione del comando motorio è compromessa, ma il solo movimento a volte non basta ad allenare la propriocettività cosciente. Grazie alla percezione continua di impulsi sensoriali, alla loro elaborazione e integrazione e memorizzazione, il sistema nervoso pianifica programma e controlla il movimento, regola il tono muscolare e la postura.

È giusto anche fare un’importante distinzione tra propriocezione, interocezione ed esterocezione. Antonio Damasio distingue nel sistema cerebrale tre mappe diverse: mappe enterocettive, mappe propriocettive, e mappe esterocettive. Le prime riportano informazioni riguardanti la condizione funzionale dei tessuti corporei e il grado di rilassamento e contrazione della muscolatura liscia, quindi i parametri riguardanti il milieu interno. Le seconde informano su altri aspetti dell’organismo come stato delle articolazioni, la muscolatura striata e alcuni visceri. Le ultime riguardano invece le informazioni che provengono dalle nostre “sonde esterne” come la retina, la coclea, certi meccanocettori, ecc.

Tutto questo per spiegare gli importanti canali che contribuiscono a guidare il nostri processi decisionali, in particolare di fronte a scelte complesse e conflittuali. Craig e Damasio sostengono che sia proprio la corteccia insulare umana ad essere uno dei principali responsabili dalla integrazione delle percezioni del corpo nei processi mentali. La stessa corteccia viene ora studiata come una delle più importanti aree del cervello nella quale si elabora il  ostro senso di identità corporea. Maggiore è l’interocezione di una persona, maggiore è la capacità della persona di rappresentare lo stato interno del  corpo e maggiore sarà la capacità di fronteggiare stress e eventi negativi nella vita. A questo sono valsi gli studi di Robert Shleip, Antonio Damasio, Craib  e altri. Solo con questi canali sviluppati è possibile mantenere saldo il nostro centro, nel momento in cui gli eventi esterni sono invadenti e sovrastanti.

Il lavoro dell’integratore fasciale che durante una sessione passa in rassegna le parti del corpo, constata le parti del corpo più o meno sensibili, aiuta il cliente a paragonare la memoria precedente a un trattamento rispetto alla memoria che lo segue, serve a migliorare questo aspetti di cui stiamo parlando, e a stimolare il sistema nervoso ad apprendere sempre più. Si può considerare come disturbi di ansia, depressione, sindrome del colon irritabile, o difficoltà a prendere decisioni nella vita siano connessi ad una insufficiente propriocezione, interocezione e esterocezione, e a una scarsa attivazione di quei percorsi neurali che sono considerati come un potenziale correlato per la coscienza. A questo proposito, visto le nostre considerazioni, è appropriata una costante stimolazione della nostra somato sensorialità corporea, sia attraverso auto trattamenti ed esercizi auto educazionali, sia attraverso la manipolazione di integrazione fasciale, che in questo ambito, nella tecnica e nel lavoro sugli aspetti caratteriali, rappresenta una via maestra.

Marco Montanari, Psicologo psicoterapeuta , Ideatore dell’Integrazione Fasciale, direttore del corso e referente didattico