Integrazione Fasciale e Psicofonia

Il 12 e 13 novembre, nel quadro della formazione permanente proposta dall’Associazione Professionale, si è svolto l’incontro di formazione con la Psicofonista Elisa Benassi. Un’esperienza importante, estremamente densa, piena di spunti.
Fondata da Marie Louise Aucher nel 1960 (Marie-Louise Aucher®) in seguito a ricerche sul suono e le corrispondenze vibratorie del corpo umano, la Psicofonia stabilisce un legame profondo tra recettività ed emissione.
Obiettivo dell’esperienza è stato la comprensione e l’interiorizzazione dell’equazione “ io sono – io suono ” nel tentativo di cercare nuove modalità di azione e integrazione con il lavoro fasciale.
La Psicofonia contribuisce a creare, pazientemente, una sintesi personale di conoscenza ed equilibrio, che mira ad armonizzare tutti i livelli dell’essere attraverso la vibrazione del respiro e del suono. Si esplora, si riconosce e si esprime il proprio potenziale vocale per arrivare ad occupare il proprio spazio vitale. La voce e la parola sono strumenti di armonizzazione, di comunicazione e di espressione. In quanto tali essi stimolano e consentono una conoscenza continua del proprio essere, una ricerca che apre la strada per ricollocarsi, riproporsi e donare la giusta voce prima a sé e poi agli altri.

Qui vi è il punto di contatto con il lavoro fasciale che attraverso il contatto vibrato o accompagnato lungo i meridiani fasciali, preceduto da una attenta analisi caratteriale, vuole aiutare il cliente a  liberare tensioni antiche e sedimentate che, oltre a comportare restrizioni fasciali dolorose e problemi posturali, impediscono una piena realizzazione del soggetto nell’ambiente*. Sostanzialmente con l’emissione di suoni, e in base alle frequenze prodotte, nel corpo risuonano una vertebra e i gangli paravertebrali da cui si dipartono i nervi diretti agli organi interni. Attraverso il midollo spinale gli organi interni mandano informazioni al sistema nervoso centrale. Con i toni più gravi si stimola la zona degli arti inferiori e man mano che si sale di tonalità si stimolano il bacino, il torace, la testa fino alla corona, (simbolo dell’apertura alla spiritualità). La zona dei piedi risuona in corrispondenza del primo Do del pianoforte; alla seconda ottava corrispondono gli arti inferiori (dal Do2 al Do3); con la terza ottava risuonano le zone comprese tra il coccige e la prima vertebra lombare (da Do3 a Do4); alla quinta ottava risuonano le zone comprese tra la prima vertebra dorsale e l’ultima vertebra dorsale. Le vertebre cervicali non hanno corrispondenze  sonore particolari, perché risuonano sempre, essendo le corde vocali una sorta di diapason che vi si appoggia. Dal Do5 al Do6 viene stimolata la testa fino alla corona. Ogni metamero del tronco corrisponde a una nota, come illustrato nello schema dell’ Uomo Sonoro di Marie Louise Aucher.

Attraverso tecniche come il “pompage”, la “liquidazione”, il “contatto con i timpani” e l’armonizzazione del proprio corpo, l’operatore impara a trovare il suo centro di corrispondenza tra corpo e voce ( situato in HARA –5 cm al di sotto dell’ombelico) per esprimere al meglio il movimento, trasformando il gesto sul corpo in una vera armonia. L’ascolto della propria voce personale e l’armonizzazione del proprio corpo attraverso una vibrazione che arriva a coinvolgerlo in un’unica cassa armonica, affina sempre di piu’ la capacità dell’operatore di ascoltare, percepire e sintonizzarsi prima con il proprio corpo poi con quello del cliente, per raggiungere la giusta armonia in grado di aiutarlo a liberare le tensioni più profonde.

Andrea Martino
Operatore Fasciale
Operatore Craniosacrale metodo Upledger

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