Il Rapporto tra Cliente e Operatore Fasciale

L’espressività del viso e la modulazione vocale dell’operatore fasciale sono importanti variabili che influiscono sull’efficacia di qualsiasi lavoro corporeo. Questo delicato canale comunicativo che interessa il nervo vago più recente, finemente illustrato nella teoria di Porges, è la base di tutti i modelli di interazione tra operatore e cliente. Il sistema vagale recente è stimolato dalla parola lenta, dalla dolcezza, dalla modulazione dei toni vocali, dal contatto oculare, sia nella fase di elaborazione del lavoro fasciale che durante l’espressione dei vissuti. Un ambiente empatico e sicuro favorisce l’attivazione dei nervi cranici che controllano le espressioni facciali, la vocalizzazione e l’udito. L’operatore nel lavoro fasciale diventa un vero e proprio contenitore, una cassa di risonanza in cui la persona inizia a rispecchiarsi e a conoscersi.

L’operatore mette in atto la sua innata capacità come essere umano di entrare in risonanza con le persone a lui vicine. Sappiamo anche che l’intenzione tattile dell’operatore è estremamente influenzata dal suo stato interno. Si genera un differente tocco se l’operatore è calmo risuona con partecipazione ed è sicuro rispetto a quando è stanco o distratto. Le inevitabili resistenze delle corazze corporee si attenuano in presenza di qualità umane vere e di un ambiente rassicurante. Il coinvolgimento sociale ha forti conseguenze sulla salute, la sicurezza e l’apertura intima. L’imprinting ci predispone, sin dai primi anni di vita, a prendere parte ad ambienti sociali in cui ritrovare, in misura maggiore o minore, questa sicurezza, come lo è la fiducia riprodotta nella pratica del trattamento in un setting costituito dal lettino e dal calore confidenziale dell’operatore fasciale.

La posizione supina, di per se regressiva, favorisce nella persona uno stato di abbandono. Spesso il cliente inizia a parlare di aspetti personali al di fuori del disagio fisico per la quale è venuto, e questo senza essere direttamente invitato a farlo. Paul R Standley ricercatore del reparto medico scientifico dell’università dell’Arizona, si occupa prevalentemente di medicina interna correlata allo studio del connettivo, e afferma che i trattamenti funzionano meglio quando si parla ai clienti, e quando i clienti a loro volta si sentono liberi di raccontarsi.

Marco Montanari, Psicologo psicoterapeuta , Ideatore dell’Integrazione Fasciale, direttore del corso e referente didattico.

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