Dare importanza alla lingua

A volte nel lavoro corporeo si presentano problematiche con una certa ripetitività. Le “strategie” di lavoro più accurate possono ottenere buoni risultati, ma in un breve periodo si possono ripresentare i sintomi, spesso esacerbati. L’Articolazione Temporomandibolare (ATM) è l’articolazione tra mandibola e cranio (osso temporale) e ha la funzione di aprire e chiudere la bocca, d’intervenire nella deglutizione, nella fonazione, nello sbadiglio, ecc. L’incontro di lavoro e formazione sull’ATM e la lingua mi ha dato l’opportunità di apprendere tecniche Osteopatiche dirette a mobilizzare questa articolazione mediante l’approccio su muscoli profondi, continuità facciali e nervi che interessano il cavo orale e le sue interazioni.

Utilizzare queste tecniche significa abbattere alcuni falsi ideologici e cercare con occhi nuovi una strada alternativa con la quale risolvere le tensioni fasciali. In primo luogo bisogna superare il pregiudizio di lavorare direttamente in zone intime, delicate e con forte valenza emotiva come sono quelle adibite al respiro, alla nutrizione e alla circolazione sanguigna del cervello. In questo tipo di lavoro la semplice manualità e forza fisica lasciano spazio alla precisione del tocco, alla percezione sottile e all’ascolto. Essenziale è instaurare con il cliente un rapporto di fiducia e un continuo scambio di feedback.

Concetto cardine in questo percorso è la funzione della lingua nell’equilibrio. Slittamenti anteriori della testa (Fig. 1 e 2) possono compromettere la  masticazione, la postura del cingolo scapolare e di tutte le strutture sottostanti, influenzando il grounding dell’individuo. Un test decisamente semplice da effettuare è verificare il grado di equilibrio in due fasi, prima e dopo di un trattamento. La prima fase ci si solleva sull’avampiede a occhi chiusi, in  questo momento la lingua è rilassata. Nella fase successiva si ripete la salita sull’avampiede premendo la lingua con forza sul palato, simulando l’atto  della deglutizione. Nella seconda fase, in una condizione ottimale, si verifica un aumento della stabilità di tutto il tronco e degli arti inferiori.

Portando attenzione alle indicazioni date dalle direzioni prese dal soggetto nei diversi momenti si possono avere informazioni utili a individuare restrizioni fasciali emilaterali. Il legame che la lingua ha con le fasce, con i muscoli profondi (come il digastrico, i muscoli sterno-ioidei, spleni e i muscoli estensori del capo) e di conseguenza sulle linee profonde, si evidenzia nel momento in cui la lingua si attiva sul palato assumendo il suo ruolo di stabilizzatore sul comparto del rachide cervicale, della testa e del cingolo scapolare.

Altro importante aspetto funzionale della lingua è legato alla sua  forte incidenza sull’ortodonzia del palato. E’ una delle articolazioni più frequentemente utilizzate nel nostro corpo. Le forze poste in campo dalla lingua sono davvero notevoli; si passa da un minimo di 700 gr della deglutizione inconscia a un massimo di 3000 gr nella deglutizione forzata, per arrivare nell’arco delle 24 ore a stimate una media di 3.600.000 gr. Questo ci fa comprendere quanto una deviazione della lingua possa influire sulla posizione dell’arcata dentale. Verificare il palato e la disposizione dei denti è utile per comprendere  meglio quello che abbiamo verificato attraverso la palpazione.

Lavorare sull’A.T.M. e sulla lingua significa prendere in considerazione le funzioni importantissime dei piccoli muscoli sui grandi muscoli. Il piccolo  influenza il grande e spesso determina più del grande le problematiche. Di fatto è più comune portare l’attenzione ai grandi comparti considerandoli più  dei piccoli muscoli. Meno abituale è tenere in considerazione invece il potere di adattamento dato dalle strutture ridotte.

Andrea Perni, Operatore Fasciale Professionale, Operatore shiatsu